sabato 31 ottobre 2009

LA HABANA 1993

Fino al 12 novembre 2009 la Galleria Openmind di Milano ospita la mostra del pluripremiato fotoreporter Ivo Saglietti. Immagini in bianco e nero di straordinaria intensità che raccontano la Cuba di un tempo.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Balletto nazionale

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. La telenovela

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Bellezza

L’artista Ivo Saglietti, classe 1948, nasce a Tolone e inizia la sua carriera in veste di film maker per poi passare alla fotografia di reportage.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. El Comandante

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Solitario

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Gli affari

Stabilitosi a Parigi inizia con grande successo a collaborare per diverse agenzie francesi e americane.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. I temerari

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Il cortile dei 3 gatti

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. La Plaza del Vapor

Il suo obiettivo, pronto a cogliere l’attimo fuggente delle cose, dei fatti e delle persone, viaggia dal Nicaragua a Cuba, dal Libano al Cile, dalla Colombia ad Haiti, passando per l’Uganda, il Kosovo, l’Uzbekistan, il Ghana e molti altri paesi in giro per il mondo.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Il passaggio

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. L'attesa

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Il poeta


Vince per ben due volte il premio del World Press Photo e numerosi altri prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali, i suoi lavori sono noti in tutto il mondo.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Il violino

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. La burocrazia

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Ritorno a casa

Nel 2000 diventa membro associato dell’agenzia tedesca Zeitenspiegel.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. La macchina e la pioggia


La mostra Ivo Saglietti – La Habana 1993, curata da Samuele Pellecchia dell’agenzia Prospekt fotografi, raccoglie una selezione di fotografie inedite scattate dall’artista a Cuba nel 1993.

Ivo Saglietti, Cuba, Habana. Ricordando Walker Evans

L’influenza del grande maestro Walker Evans è evidente così come il suo immenso amore per la fotografia.
Galleria Openmind
Via Dante, 12 Milano
Ingresso libero
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venerdì 30 ottobre 2009

FRANK GEHRY ALLA TRIENNALE DI MILANO

Dal Guggenheim Museum Bilbao: cronaca di un successo annunciato

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Resort Atlantis Sentosa a Singapore

Ben pochi, a parte Frank Owen Gehry, ce l’avrebbero fatta. Confrontarsi a distanza con un maestro dell’architettura moderna e spuntarla, passando alla storia come l’architetto del terzo millennio. Complice, per la seconda volta nell’arco di mezzo secolo: la Guggenheim Foundation. A lei si devono i due simboli che tutto il mondo celebra: Il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, progettato e costruito da Frank Lloyd Wright tra il 1955 e il 1959 e il Guggenheim Museum Bilbao, realizzato da Gehry nel 1997.

Venice Gateway. Infrastrutture e servizi per l’area della darsena dell’aeroporto. Sarà la Porta d’Acqua dello scalo Marco Polo

Venice Gateway. Infrastrutture e servizi per l’area della darsena dell’aeroporto. Sarà la Porta d’Acqua dello scalo Marco Polo

Al suo lavoro, e proprio a partire da quella data, è dedicata la mostra “Frank O. Gehry dal 1997” curata da Germano Celant che a settembre aprirà la stagione autunnale della Triennale di Milano con un allestimento di Pier Luigi Cerri.

Art Gallery of Ontario. E' il più noto museo di arte antica, moderna e contemporanea di Toronto. Il nuovo aspetto si deve a Frank Gehry

Art Gallery of Ontario. E' il più noto museo di arte antica, moderna e contemporanea di Toronto. Il nuovo aspetto si deve a Frank Gehry

Chiave di lettura: la svolta dell’architetto canadese. Quella avvenuta con l’ideazione del museo spagnolo che ha dato forma, nel successivo decennio, ai 12 progetti selezionati per la mostra.

Interactive Corp Headquarters New York. Ultimato di recente, l'edificio si trova a Manhattan nel quartiere di Chelsea

Interactive Corp Headquarters New York. Ultimato di recente, l'edificio si trova a Manhattan nel quartiere di Chelsea

Non manca il recente Guggenheim Abu Dabi: energizzante paesaggio di forme destinato a ospitare il più grande Guggenheim mai concepito. A corollario dei due musei, inizio e fine del viaggio nell’universo Gehry: il meglio della produzione dell’architetto canadese.

Walt Disney Concert Hall, Los Angeles. Famoso quanto discusso, questo progetto, ideato negli anni '80 è stato ultimato nel 2003

Walt Disney Concert Hall, Los Angeles. Famoso quanto discusso, questo progetto, ideato negli anni '80 è stato ultimato nel 2003

Dalla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles alla Art Gallery of Ontario; dallo IAC Headquarter di New York, a Chelsea, alla future sede della fondazione Louis Vuitton a Parigi.

Art Gallery of Ontario. Noto anche come AGO, il museo nel 2008 è stato oggetto di un intervento di ampliamento di Gehry

Art Gallery of Ontario. Noto anche come AGO, il museo nel 2008 è stato oggetto di un intervento di ampliamento di Gehry

Un vero e proprio tributo. Eppure, va detto, Gehry non è sempre stato famoso. Il successo (non le occasioni di lavoro, quelle non sono mai mancate) è arrivato relativamente tardi.

Guggenheim Museum Bilbao. Icona del terzo millenio, è una delle architetture più celebri del mondo

Guggenheim Museum Bilbao. Icona del terzo millenio, è una delle architetture più celebri del mondo

Nel 1980, quando la rivista Domus diretta da Alessandro Mendini gli dedica la copertina del numero 604, ha già 51 anni e pochi ne conoscono il nome, associato per l’occasione a nove giovani architetti californiani. Gerhy ne è evidentemente il nume tutelare e le case pubblicate annunciano senza mezzi termini il nuovo che avanza.

Beekman Tower, New York. Il complesso residenziale progettato da Gehry rappresenta uno dei segnali della rinascita dopo l'11 settembre

Beekman Tower, New York. Il complesso residenziale progettato da Gehry rappresenta uno dei segnali della rinascita dopo l'11 settembre

E il nuovo, in poco meno di un ventennio, è arrivato. Con un’architettura che è soprattutto un’infrastruttura della comunicazione. Che ha saputo toccare le corde dell’emozione. Certo di edifici straordinari ce ne sono stati altri, ma nell’immaginario popolare, quello che decreta fama imperitura a persone e cose, lo scintillante museo incastrato sotto l’highline ha sicuramente lasciato il segno. Lo testimoniano, non a caso, un famoso spot pubblicitario con celebre modella e un film su Frank Gehry diretto da Sydney Pollack.clip_image002

Frank Owen Gehry fotografato nel suo studio di Los Angeles

Frank Owen Gehry fotografato nel suo studio di Los Angeles

Frank O. Gehry dal 1997
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
Fino al 10 gennaio 2010
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì
Ingresso: euro 8,00 / 6,00 / 5,00
Link correlati:
http://www.foga.com/
http://www.triennale.it/

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giovedì 29 ottobre 2009

PAPER ART

L'artista tedesco Simon Schubert realizza esclusive opere d'arte, immagini bidimensionali ricavate da sapienti piegature dei fogli di carta i cui suggestivi effetti di luci e ombre a un primo sguardo sembrano fatti a matita,

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Trasformare le piegature della carta in originali, evanescenti e suggestive opere d'arte che sembrano quadri con effetto 3D.

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È l'idea sviluppata dall'artista tedesco Simon Schubert in creazioni esclusive, esposte nella mostra "In Apnoesie", alla Kudlek van der Grinten gallery, nella sua città di Colonia.

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Per perfezionare questa sua tecnica su fogli di carta con cui crea illustrazioni fatte di centinaia di piccole pieghe, l'artista ha impiegato due anni.

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Alla prima impressione, le opere d'arte di Schubert potrebbero sembrare disegnate a matita, specialmente per gli effetti di chiaro-scuro.

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Come ha detto egli stesso in un'intervista rilasciata al giornale britannico Telegraph, la maggior parte delle persone che vedono i suoi lavori restano sorprese e stentano a credergli quando spiega loro che quelle immagini sono realizzate piegando la carta.

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Tema ricorrente nelle sue creazioni sono scale e corridoi, ma talvolta anche volti di persone.

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Ciascuna delle sue opere per essere completata richiede in media una settimana di lavoro "certosino", ed anche per questo il costo di ogni pezzo può arrivare a ben 6000 dollari.

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mercoledì 28 ottobre 2009

I FIORI DI LIXEIRA

    Viaggio fotografico in una delle baraccopoli di Luanda, capitale dell'Angola. Una quotidianità fatta di gioie, dolori e giochi.

    Nel suo libro "Davanti al dolore degli altri", Susan Sontag scrive:

    “ Sarebbe meglio mettere da parte la compassione che accordiamo alle vittime della guerra e di politiche criminali per riflettere su come i nostri privilegi si collocano sulla carta geografica delle loro sofferenze e possono – in modi che preferiamo non immaginare- essere connessi a tali sofferenze, dal momento che la ricchezza di alcuni può implicare l’indigenza di altri.”

    E’ una frase che, letta al mio ritorno da due anni vissuti in una delle baraccopoli della capitale Angolana, mi ha fatto riflettere sul significato delle immagini che ho scattato con la macchina, ma soprattutto che ho fissato col pensiero e che ho vissuto.

    La compassione ci allontana dal conoscere veramente questo popolo, che va guardato con l’ammirazione e osservato, prima con un po’ di distacco per capirne le dinamiche, e poi va vissuto immergendosi nella realtà dura del quotidiano senza prendere fiato. È così che donne, bambini, giovani e vechi ci insegnano con gesti semplici e con sguardi fieri cosa sia la dignità, perché hanno interiorizzato il valore della sofferenza, che noi allontaniamo come maledizione, ma che è la base per una vera rinascita. È un esercito di persone che lotta perché la giustizia e le opportunità siano distribuite più equamente, e porta avanti questi valori scontrandosi con una realtà violenta, spesso corrotta, e alle volte inumana, ma senza perdere il coraggio di lottare per ciò che sarà una possibilità in più per i propri figli.

    E noi, immersi nella nostra immensa bolla di sapone, siamo spesso ancora solo capaci di guardare le immagini con compassione…

    Fulvia Boniardi

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    Fulvia Boniardi

    Fulvia Boniardi, è laureata al Dams a Padova. Dopo la laurea parte per Luanda, capitale dell'Angola con il Vis, associazione di volontariato italiana, come volontaria in servizio civile per il primo anno, e direttamente come cooperante del VIS il secondo anno. Segue un progetto educativo per il recupero di ragazzi di strada e in carcere, un progetto sportivo (capoeira come inclusione sociale), ed insegna espressione artistica. Rientrata in Italia da pochi mesi, sta frequentando il Master in Human Rights and Conflict Management all'Università S.Anna di Pisa. Non è fotografa professionista, ma ama sperimentare nuovi metodi di comunicazione.

    Fonte

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martedì 27 ottobre 2009

MARC CHAGALL

A Pisa in mostra 150 opere del grande maestro russo.

L’esposizione pisana dedicata a Marc Chagall, a cura di Claudia Beltramo Ceppi e Meret Meyer, è la prima di un ciclo triennale dedicato ai grandi maestri dell’arte del Novecento e al loro rapporto con le tradizioni, la luce e le culture del Mediterraneo e che, nel 2010, vedrà protagonista Joan Miró.

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Marc Chagall, Le triomphe de la musique, 1966 © by SIAE 2009

Palazzo Blu un nuovo riferimento per la cultura pisana. Con questa iniziativa (fino al 17 gennaio 2010) ha preso avvio il programma che caratterizzerà le attività espositive della nuova Istituzione - BLU palazzo d’arte e cultura - creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, col fine di essere un rilevante punto di riferimento per le iniziative culturali pisane.

Chagall e la luce

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Marc Chagall, Saint Jean Cap-Ferrat, 1949 © by SIAE 2009

Le opere in mostra provengono dalle più importanti istituzioni pubbliche francesi, come il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis e da collezioni private, che l’artista russo creò a partire dal 1926 quando per la prima volta incontrò la luce, i colori e il paesaggio del Mediterraneo.

Marc Chagall, Bella à Mourillon, 1926 © by SIAE 2009

Marc Chagall, L'enceinte de Jérusalem près du portail de la grace, 1931 © by SIAE 2009

Tutti questi elementi, infatti, contribuirono a modificare l’arte di Chagall in una pittura più ariosa, più sensuale, in cui la magia dei colori diventa predominante, trasformando le sue tele, le sue ceramiche, le sue litografie in spazi luminosi in cui il colore diviene autonomo, trascinando con sé le figure e i personaggi che ne popolano lo spazio.

Marc Chagall, Plafond de l'opéra Garnier, 1963 © by SIAE 2009

ll Percorso espositivo

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che analizzano i grandi temi con cui Chagall affrontò la sua nuova vita artistica, esule dalla Russia natale, come la scoperta di un paesaggio e di una luce assolutamente diversa dall’esperienza di Vitebsk ma anche di Parigi e Berlino.

La Costa Azzurra e la Grecia

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Marc Chagall, Le table devant le village, 1968 © by SIAE 2009

La prima sezione dal titolo La Costa Azzurra, attraverso una ventina di grandi dipinti, tra cui opere celeberrime come La musica, il Circo in rosso, Gli amanti a St. Paul, I grandi mazzi di fiori, permette di osservare la modificazione della tavolozza del pittore, tra la metà degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta.

Marc Chagall, L'écuyère, 1955 © by SIAE 2009

Una serie di grandi disegni in bianco e nero e numerose tempere testimoniano la volontà di rendere l’aria e la luce attraverso diversi strumenti e tecniche.

Marc Chagall, Sirène et poisson, 1956-1960 © by SIAE 2009

Nella seconda sezione, La Grecia, è presentata la serie completa delle 42 tavole e di alcune gouache di Dafni e Cloe, che restituiscono le emozioni provate da Chagall di fronte alla scoperta della civiltà classica del Mediterraneo.

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Marc Chagall, Saint Jean Cap-Ferrat, 1949 © by SIAE 2009

La Bibbia

Il Muro del pianto e il panorama di Gerusalemme, la veduta della sinagoga di Vilnius, degli anni precedenti alla guerra, fanno da prologo alla sezione de La Bibbia, fondamentale nell’attività di Chagall.

Marc Chagall, Abraham et les trois anges, 1940-1950 © by SIAE 2009

La serie delle tavole per La Bible di Tériade, gli straordinari acquerelli preparatori e, soprattutto, i grandi dipinti raffiguranti la crocifissione del Cristo vestito in panni ebraici, danno conto dell’importanza e della forza con cui l’artista si accostava a questo tema.

Marc Chagall, Abraham prêt à immoler son fils, 1931 © by SIAE 2009

Le sculture e le ceramiche di Chagall

L’esposizione si chiude con le sezioni dedicate alla scultura e alle ceramiche e ai collage. Nella prima, la volontà di appropriarsi, lavorandola col fuoco, della terra della nuova patria spinse Chagall al lavoro in ceramica e a cimentarsi, anche con la scultura, in una sorta di volontario confronto con l’arte classica che nasce sui bordi del Mediterraneo. Una decina di ceramiche, accompagnate dalle corrispondenti gouache, e diverse sculture documenteno anche questo aspetto della sua attività. Nella seconda, vengono presentate le opere forse meno conosciute di Chagall.

Marc Chagall, La mariée à double face, 1927 © by SIAE 2009

Marc Chagall, La mariée à double face, 1927 © by SIAE 2009

Marc Chagall, Couple au-dessus de Saint-Paul, 1970-1971 © by SIAE 2009

Marc Chagall, Le leçon de Philetas, 1967 © by SIAE 2009

L’infinita creatività di un grande artista

Alla fine della sua vita, come spesso avviene con i grandi artisti che tutto hanno sperimentato, Chagall si
dedicò alla realizzazione di alcune decine di collage, realizzati includendo materiali diversi, quali pizzi, stoffe, parti di dipinti e di disegni, sbizzarrendosi in una sorta di creatività senza più limite alcuno.

Scheda Tecnica

  • Chagall e il Mediterraneo
    fino al 17 gennaio 2010
  • Blu Palazzo d’Arte e Cultura
    Pisa, via Pietro Toselli 29
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10- 19; lunedì chiuso
  • Biglietti:
    intero € 8; ridotto € 6.50; gruppi € 6 ; scuole € 3
  • Catalogo:
    Giunti Arte mostre musei
  • Ufficio stampa:
    CLP Relazioni Pubbliche
    Tel. (+39) 02 433403 – 02 36571438 – Fax (+39) 02 481384
  • Info:
    Servizio prenotazioni, informazioni e prevendite:
    Vivaticket: tel. 199.285141 (servizio a pagamento)
    Informazioni BLU Palazzo d’Arte e Cultura:
    Tel. (+39) 050 500197
    Informazioni e prenotazioni gruppi:
    Tel. (+39) 050 28515 – Fax (+39) 050 503532
    info@impegnoefuturo.it
    gamm@giunti.it
    Sito web della mostra Chagall e il Mediterraneo

Fonte

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